SENTIERI CINESI

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Località: Torino, TO, Italy

Ho 35 anni e sono laureata in Lingua e Letteratura Cinese. Lavoro come buyer in un'azienda del settore automotive, ma non è sicuramente il sogno della mia vita. Se potessi non lavorare, vorrei potermi dedicare allo studio delle interrelazioni tra micro e macrocosmo, come facevano i "magi" rinascimentali. Dopo essermi laureata e assaporato per un anno il mondo del lavoro italiano, mi sono trasferita in Cina per un anno per studiare storia del'arte all'accademia di Hangzhou. Dal mio rientro in Italia, 6 anni fa, sto ancora cercando di reinserirmi nella società "civile" italiana, con scarsi risultati! Questo blog è il mio modo di condividere il mio animo e il mio modo di osservare la realtà con i miei lettori. Spero che anche per voi sia un percorso entusiasmante come lo è per me.

sabato, settembre 30, 2006

Uno Stressante Giorno di Viaggio


Siamo ormai in periodo di Festa Nazionale cinese (Guo Qing Jie, 1 Ottobre) e un'immensa fiumana di gente comincia a spostarsi con ogni mezzo verso le piazze più importanti del Paese, per festeggiare.
Tutto ciò rende più lento e stancante ogni spostamento.

29 Settembre 2006, viaggio in treno tra Nanchino e Changzhou.
Traffico per arrivare in stazione, folla sulle scale verso i binari e sui binari, vagone stipatissimo di passeggeri seduti e in piedi.
Fuori piove e la temperatura è fresca. Sembra di essere immersi in uno strano sogno dai contorni grigi, dopo giorni e giorni di piena estate.
Fortunatemente anche in questo periodo accadono cose divertenti.
Sul treno le hostess non riescono a coordinare gli orari dei loro passaggi con i carrelli, scontrandosi di continuo lungo il corridoio. Chi porta la frutta, chi le cartine delle città toccate dalla linea ferroviaria, chi snack cinesi che sembrano immangiabili.
Ma la cosa divertente è che nel momento in cui si trovano a dover affiancare i due carrelli, riscono a colpire, pestare e disturbare i passeggeri seduti vicini a loro. Siamo tutti terrorizzati all'idea di averle vicine nel momento dello scontro.
A complicare il tutto, ecco che parecchi genitori premurosi abbandonano i loro posti per portare i figli a sgranchirsi le gambette. Hostess confusionarie, bambini che frignano per essere portati a spasso per i vagoni, passeggeri in piedi perché non sono arrivati in tempo per comprare un biglietto con posto a sedere, musica di Claiderman in sottofondo: riuscite a visualizzare il divertente quadretto?
E in mezzo a tutta questa già caotica situazione, ecco arrivare una figura per ora inesistente sui treni italiani: la promoter.
Dal suo carrello fanno capolino cartoline, francobolli e monete (sia nazionali che internazionali).
Ogni articolo viene alzato, girato e rigirato, in modo che tutti i passeggeri della carrozza possano essere tentati da quegli allettanti prodotti. Non riesco a trattenere il sorriso alla vista di una raccolta di monete inglesi. L'immagine del maiale (segno dell'oroscopo cinese 2007) sulla copertina del raccoglitore contrasta troppo con l'effige della regina Elisabetta II sulle monete e sulle banconote all'interno del raccoglitore.
Tra l'altro anche il macchinista deve essere rimasto vittima di questo confusionario incantesimo e infatti il treno è in ritardo di circa 30 minuti.
Non rimane altro da fare che ridere.

domenica, settembre 24, 2006

Percorso Obbligato


Quando pensiamo al popolo cinese, la maggiorparte di noi occidentali ha ancora in mente le figure romanzate della propaganda comunista degli anni '50 e '60 del secolo scorso.
Giovani aitanti che sfidano il mondo intero vestiti tutti uguali: completo blu o verde militare con giacca con colletto alla coreana e pantaloni.
Completano la fotografia le scarpe di nere stoffa, il cappellino con la stella rossa ricamata, il libretto rosso sotto il braccio.

Sono passati ormai 30anni dalla scomparsa del "Grande Timoniere" Mao Zedong e circa 20 dall'apertura della Cina alle mode e ai capitali stranieri. Si può dire quindi che il cinese col completo maoista sia ormai una specie in via di estinzione, ormai localizzato in poche comunità ai margini della società urbana.

Tuttavia, ancora oggi, camminando per una comune strada cittadina cinese, si percepisce un'atmosfera diversa da quella che si respira in paesi a regime non totalitario.
In Cina, alcuni aspetti della vita dei cittadini comuni sono ancora strattamente controllati.
La regolazione del traffico nei grandi incroci stradali cittadini ne è un esempio.
Troviamo infatti strisce orizzontali a delimitare le corsie di svolta e per andare diritti non solo prima del semaforo, ma anche dopo, come a tracciare i limiti di quanto ci si può spingere avanti. Nel momento in cui si oltrepassa il limite, un controllore del traffico entra in scena a rimettere ordine, perché il disordine è la matrice del libero pensiero e il libero pensiero il tarlo che rosicchia il potere.

Business Rooms or Love Hotel Rooms?


After 10 years of trips to China, this Country still astonish me.
For example, yesterday I settled in a pretty room at the 24th floor of a luxury hotel in Shanghai, near the old French quarter.
Even if essential, I was delighted by all the staffs in it, but then I found something strange.
Behind my desk there was (and it still is there) a huge window. Can you imagine where the window overlooked?
You probably could not belive my words, if I had not take some pictures: the window behind my desk overlooks the shower!
I personally took the above picture, and, as you can see by your owen, I really have a wonderfull view on my shover and toilet during my work sessions!
Actually you can lower a curtain, if you want to have your privacy when you have guests.

But when yesterday evening I had my shower in such a strange room, looking through the shower glass I noticed the mirror on the other side of the room.

It was in that moment that I was enlightened: probably this kind of room is not only rent by career managers, but maybe also by people intersted in more funny businesses! That's why, switching on your TV, you have to choose between normal TV programms or pay TV (hard movies).

I'm not sure about what kind of games are usually played between these walls, I just can tell you my own experience. At you the final judge.

I'll leave you the address of the hotel: Randevous - Merry Hotel of Shanghai, 396 Yanan Lu (west), 200040 Shanghai. Try it!

lunedì, settembre 18, 2006

Macellerie

Quante volte vi sarà capitato, nonostante non siate perfetti padroni/padrone di casa, di andare a fare un giro in macelleria o anche solo al supermercato per acquistare della carne fresca.?
E' capitato anche a me, ma a differenza di tanti, mi è capitato di andarci anche durante il mio soggiorno in Cina.

Sebbene i cinesi non siano un popolo venuto dallo spazio, come molti sembrano pensare, temo che la maggiorparte di noi europei (io compresa quando mi è capitato la prima volta) reagirebbe allo stesso modo alla vista di una macelleria cinese. Faccia schifata e cambio immediato di direzione.
Infatti, non solo il bancone non è dotato del vetro per separare la carne dai clienti in attesa, ma non esiste neppure un termometro per regolare la temperatura per la conservazione della carne.
I pezzi di carne sono direttamente conservati in vassoi di metallo su di un tavolaccio all'aperto, alla mercé di polvere e insetti.

Ma la cosa che penso sconvolgerebbe maggiormente un europeo, abituato ai canoni igienici richiesti dalle leggi comunitarie, sarebbe la vista delle macellerie improvvisate sul ciglio della strada, che si possono ancora vedere tra gli hutong di alcune città.
Nella foto qui a fianco, potete vedere un tipico macellaio x le strade di Tianjin.
Chi di voi avrebbe il coraggio di comprare un pezzo di quella carne?

domenica, settembre 17, 2006

Tianjin - parte I


Per la seconda volta nel giro di due mesi sono di nuovo a Tianjin.
Nonostante io viaggi in Cina da anni, questa è la prima volta che mi trovo a passare in questa zona del nord-est cinese.
Durante la mia prima visita, non ho osato esprimere pareri, anche perché ci sono rimasta per soli due giorni e per di più passando quasi tutto il mio tempo in fabbrica a lavorare, tuttavia la seconda occhiata alla città non ha fatto altro che confermare le mie prime impressioni: Tianjin è una cittadina cinese come tante, industrializzata, sporca, inquinata, chiassosa e in via di ammodernamento.

Lasciate che vi racconti qualcosa di questa città, ovviamente attraverso il mio sguardo.
Fino a pochi anni fa, all'interno del quartiere formato dall'intersezione delle vie Bei Ma, Dong Ma, Nan Ma e Xi Ma, mi dice una taxista locale, si trovavano delle caratteristiche costruzioni basse in stile cinese. Oggi al loro posto sorgono enormi cantieri, che tra pochi mesi produrranno altri anonimi palazzi.
Solo poche case sono state conservate e restaurate come attrazione turistica per stranieri. Il quartiere Guwenhua Jie, ne è un esempio.
Mi ci sono addentrata, ma non ne sono rimasta per niente affascinata. Tutto è costruito ad arte per attirare il turista: dalle antiche facciate dei negozi, alle improvvisazioni di pipa (tipico strumento a corde cinese), ai grilli in gabbia (parlerò meglio ndi questa curiosa usanza in uno dei prossimi posts).

Mi ha invece molto colpita la visita presso il Monastero della Profonda Compassione (Dabeichan Yuan). Non tanto per il monastero in sé, piuttosto anonimo e decadente anche se frequantato da molti fedeli, quanto per il caratteristico e animato mercato di oggetti sacri che vi si trova accanto.
Anche gli hutong (tipici quartieri con case di pochi metri quadrati) che circondano il monastero sono interessanti, sebbene tra poco saranno anch'essi abbattuti per lasciare il posto ad un moderno quartiere all'occidentale.
Certo gli hutong sono sporchi e privi di servizi igienici privati, ma sono una parte del passato di questo popolo.
Come è possibile che la Cina possa andare avanti senza conservare traccia del proprio passato?
Forse è anche per questo che la Cina viene definita "il gigante dai piedi d'argilla"?

lunedì, settembre 04, 2006

Il Paese di Mezzo

La lingua cinese non è una lingua alfabetica come le nostre, bensì una lingua semantica, in cui un carattere non rappresenta unicamente una pronuncia, ma evoca anche una visione dell'oggetto a cui si riferisce. Per questo motivo la lingua cinese tende a utilizzare al minimo i concetti astratti, difficilmente rappresentabili dai caratteri.
Pensiamo infatti a come i cinesi chiamano la propria nazione. Essi non utilizzano una mera pronuncia fonetica, come facciamo nelle lingue europee, bensì due caratteri Zhong (= centro) e Guo (= Paese). I cinesi definiscono quindi il proprio stato "Paese di mezzo".
Essendo il cinese una lingua molto pragmatica, il definire il proprio stato in questo modo ha comportato un conseguente atteggiamento nei confronti del mondo esterno.
Pensiamo per esempio alle cartine geografiche cinesi del mondo conosciuto pubblicate prima della fine del '700: la Cina si trova al centro della carta; oppure all'atteggiamento che nei secoli l'impero cinese ha tenuto nei confronti dei popoli stranieri: questi ultimi erano considerati niente meno che dei barbari senza capacità e intelletto. Solo rari casi testimoniano l'accettazione delle straniero come un uomo capace, in grado di servire la corte cinese, pensiamo per esempio a Marco Polo o a Giuseppe Castglione.
Al contrario, oggi, si guarda all'occidente con ammirazione e spesso in maniera acritica. Si accetta ogni contraddizione, senza prima ponderare se sia prudente introdurla all'interno di una società emotivamente scossa da anni di regime centralizzato e giovane dal punto di vista critico.
L'orgoglioso "Paese di mezzo" di un tempo è oggi a tutti gli effetti un ingranaggio della globale e materialistica società dei consumi.
Che ci si debba aspettare un repentino cambio di nome?