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Località: Torino, TO, Italy

Ho 35 anni e sono laureata in Lingua e Letteratura Cinese. Lavoro come buyer in un'azienda del settore automotive, ma non è sicuramente il sogno della mia vita. Se potessi non lavorare, vorrei potermi dedicare allo studio delle interrelazioni tra micro e macrocosmo, come facevano i "magi" rinascimentali. Dopo essermi laureata e assaporato per un anno il mondo del lavoro italiano, mi sono trasferita in Cina per un anno per studiare storia del'arte all'accademia di Hangzhou. Dal mio rientro in Italia, 6 anni fa, sto ancora cercando di reinserirmi nella società "civile" italiana, con scarsi risultati! Questo blog è il mio modo di condividere il mio animo e il mio modo di osservare la realtà con i miei lettori. Spero che anche per voi sia un percorso entusiasmante come lo è per me.

domenica, settembre 24, 2006

Percorso Obbligato


Quando pensiamo al popolo cinese, la maggiorparte di noi occidentali ha ancora in mente le figure romanzate della propaganda comunista degli anni '50 e '60 del secolo scorso.
Giovani aitanti che sfidano il mondo intero vestiti tutti uguali: completo blu o verde militare con giacca con colletto alla coreana e pantaloni.
Completano la fotografia le scarpe di nere stoffa, il cappellino con la stella rossa ricamata, il libretto rosso sotto il braccio.

Sono passati ormai 30anni dalla scomparsa del "Grande Timoniere" Mao Zedong e circa 20 dall'apertura della Cina alle mode e ai capitali stranieri. Si può dire quindi che il cinese col completo maoista sia ormai una specie in via di estinzione, ormai localizzato in poche comunità ai margini della società urbana.

Tuttavia, ancora oggi, camminando per una comune strada cittadina cinese, si percepisce un'atmosfera diversa da quella che si respira in paesi a regime non totalitario.
In Cina, alcuni aspetti della vita dei cittadini comuni sono ancora strattamente controllati.
La regolazione del traffico nei grandi incroci stradali cittadini ne è un esempio.
Troviamo infatti strisce orizzontali a delimitare le corsie di svolta e per andare diritti non solo prima del semaforo, ma anche dopo, come a tracciare i limiti di quanto ci si può spingere avanti. Nel momento in cui si oltrepassa il limite, un controllore del traffico entra in scena a rimettere ordine, perché il disordine è la matrice del libero pensiero e il libero pensiero il tarlo che rosicchia il potere.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Folle come trovata... sarà anche segno dell'estremo rigore in cui vivono ma a ben pensarci in molte occasione potrebbe essere utile anche da noi.
kizz Uby

7:34 PM  

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