Incidenti in Miniera
Sono le vedove ed i familiari delle vittime a denunciare che alcune delle miniere ritenute a rischio e che rientrano nel piano di chiusura emanato pochi mesi fa dal governo cinese, siano invece ancora aperte e stiano producendo a pieno ritmo, in modo da ricavare più profitti possibili prima dell'apposizionde dei sigilli da parte delle autorità.
I contestatori però sono sicuri che l'apposizione di tali sigilli tarderà sicuramente a venire. Essi riferiscono infatti che molti degli industriali che detengono il possesso delle miniere incriminate, avendo forti agganci nelle amministrazioni locali, siano detentori di una sorta di immunità nella seppur critica situazione attuale.
La cosa strepitosa, e sicuramente anomala per lo stato cinese, è tuttavia il fatto che, sebbene molti cinesi siano ancora scossi dai gravi fatti accaduti nel Giugno 1999 su Piazza Tian'an men e dalle loro conseguenze, dei comuni cittadini siano scesi in prima linea per far sentire la propria voce di protesta contro le amministrazioni locali e, di rimando, contro il governo centrale.
Anzi, sarebbe auspicabile che, anche sotto la spinta di movimenti religioso-politici, come ad esempio quello della setta buddista Falun Gong - nata anch'essa nel 1999, e tra l'altro dichiarata fuorilegge dal governo cinese - sempre più persone uscissero dall'anonimato delle masse e cercassero di migliorare la qualità della propria vita attraverso lo strumento della pacifica manifestazione popolare di piazza.
Non importa quanto tempo sarà necessario. L'importante è che accada.

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