SENTIERI CINESI

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Località: Torino, TO, Italy

Ho 35 anni e sono laureata in Lingua e Letteratura Cinese. Lavoro come buyer in un'azienda del settore automotive, ma non è sicuramente il sogno della mia vita. Se potessi non lavorare, vorrei potermi dedicare allo studio delle interrelazioni tra micro e macrocosmo, come facevano i "magi" rinascimentali. Dopo essermi laureata e assaporato per un anno il mondo del lavoro italiano, mi sono trasferita in Cina per un anno per studiare storia del'arte all'accademia di Hangzhou. Dal mio rientro in Italia, 6 anni fa, sto ancora cercando di reinserirmi nella società "civile" italiana, con scarsi risultati! Questo blog è il mio modo di condividere il mio animo e il mio modo di osservare la realtà con i miei lettori. Spero che anche per voi sia un percorso entusiasmante come lo è per me.

giovedì, marzo 08, 2007

Festival Calendidonna 2007: Cina Ros(s)a


Ad Udine, si sta svolgendo (dal 6 all'11 marzo) la IV edizione del Festival Calendidonna 2007.
Quest'anno, paese ospite della manifestazione è la Cina, nazione in cui da Mao Zedong in poi “le donne sono l'altra metà del cielo". A rappresenrtarle ci sono la regista Ning Ying, la coreografa e ballerina Jin Xing, la musicista e scrittrice Liu Sola.

Vorrei qui tralasciare di parlare di Ning Ying e Liu Sola, di cui potrete leggere maggiori informazioni sul sito http://www.giraitalia.it/cultura_spettacolo/17405_cina_ro_s_sa_festival_calendidonna.html o partecipando in prima persona al Festival Calendidonna 2007, e concentrarmi maggiormente su Jin Xing.

In queste ultime settimane, in cui il nostro parlamento sta aspramente discutendo sulla proposta di legge relativa all'estensione dei diritti delle coppie sposate a quelle di fatto, fa piacere sperare che da Udine arrivi, spinta dal vento, la storia (ambientata in quella che noi pensiamo l'arretrata Cina) relativa alla vita della ballerina e coreografa Jin Xing, sposata e madrea adottiva di due figli, nonostante fino al 1996 fosse un colonnello dell'esercito cinese, e per di più uomo.

Nato nel 1969 da genitori coreani, Jin Xing è già un famoso ballerino professionista nell'esercito cinese. A diciotto anni è già considerato una "stella" della danza cinese, tanto che diventa il primo artista nella storia cinese a ricevere una borsa per studiare danza moderna all'estero. Dopo essere ritornato in Cina e avere fondato la sua compagnia di balletto, nel 1995, decide definitivamente di cambiare sesso, diventando donna.
La cosa più straordinaria è che pur essendo un transessuale, Jin Xing è un vanto del governo cinese, in quanto artista di fama mondiale.

Pensate che in Italia una simile situazione sarebbe accettata con la stessa tranquillità da laici e cattolici?
E ancora, pensate che in un paese che fosse veramente così sessista e ostile alle donne, come noi pensiamo che la Cina sia, un uomo getterebbe all'aria i propri "privilegi" per diventare donna? Non penso proprio. Ed è la stessa Jin Xing, che in una recente intervista radiofonica, dichiara che la situazione della donna in Cina è una delle migliori al mondo, nonostante il divario tra mentalità cittadina e rurale sia ancora forte.
Pensiamo alla situazione delle donne, dei transessuali e a tutte le altre minoranze che in Italia ancora stentano a vedere riconosciuta loro parità, ma non pensiamoci solo oggi che si festeggia la Festa della Donna, pensiamoci giorno dopo giorno. Sono sicura che allora, alla fine, anche qui in Italia le donne potranno finalmente diventare "l'altra metà del cielo".

lunedì, marzo 05, 2007

Correggere il passato

E' di oggi la notizia che la Cina, per l'anno prossimo, ha stabilito di destinare il 18% della spesa pubblica al settore militare e di portare avanti, contemporaneamente delle leggi a salvaguardia sia della proprietà privata che delle entrate dei lavoratori (specie quelli impiegati nelle campagne) meno abbienti.

A prima vista, tali provvedimenti possono sembrare scollegati tra loro, ma, in realtà sono strattamente legate gli uni agli altri.
Innanzitutto, il governo cinese si sta poco alla volta rendendo conto di un crescente malumore tra le masse impiegate nel settore agricolo. Poco alla volta i terreni si stanno ammassando nelle mani di pochi latifondisti che, da quest'anno saranno autorizzati ad introdurre un maggior numero di macchine agricole nella coltivazione dei campi.
L'automatizzazzione delle campagne, porterà sicuramente ad uno spostamento in tempi relativamente brevi di contadini, ormai disoccupati (e in qualche caso, disperati) verso le periferie urbane, dove altre masse di "nuovi poveri" già vivono ai margini della società moderna.
Da qui il bisogno del capo del governo cinese, Wen Jiabao, di promuovere una legge che possa in qualche modo salvaguardare gli stipendi dei meno abbienti dall'erosione della macchina inflazione, entrata in moto con lo sganciamento dello yuan dal dollaro circa due anni fa.
Infatti, il fatto di voler comunque garantire, come in quel passato che ostinatamente le nuove generazioni cercano di corregggere e utopisticamente cambiare, una soglia minima di sopravvivenza dignitosa alle masse che vivono nelle periferie urbane, significa cercare di tenere sotto controllo i malumori nascenti.
Ecco a questo punto entrare in gioco anche la legge sulla difesa della proprietà privata, che da una parte legittima il comportamento dei grandi latifondisti e dall'altra garantisce anche a quei cittadini che si sono spostati verso le aree urbane il possesso del proprio spazio e dei proprii averi, prima fra tutti la casa.
Ma se tutto questo no bastasse a frenare malumori, anche gravi tra le folle, non ci sarebbe altra possibilità che mandare l'esercito a sedare gli animi dei sediziosi, come spesso è accaduto in questi ultimi due anni in quasi tutte le province cinesi.
Ecco quindi spiegato il perché dei fondi destinati alla sponsorizzazione del settore militare.
Quella è l'asso nella manica da giocare in caso le altre di mano non fossero in grado di vincere la partita.

Quindi di che razza di correzione del passato si tratta? Anche i governi precedenti hanno sempre ricorso alla carta militare per tenere a freno ogni inquietudine pubblica. Niente cambia, se non il modo in cui viene presentato al grande pubblico occidentale e non.
Chi non starà attento alle interconnessioni tra gli eventi, chi non le capterà in tempo, si ritroverà piegato e azzittito, e non solo in Cina.