
Ad Udine, si sta svolgendo (dal 6 all'11 marzo) la IV edizione del Festival Calendidonna 2007.
Quest'anno, paese ospite della manifestazione è la Cina, nazione in cui da Mao Zedong in poi “le donne sono l'altra metà del cielo". A rappresenrtarle ci sono la regista Ning Ying, la coreografa e ballerina Jin Xing, la musicista e scrittrice Liu Sola.
In queste ultime settimane, in cui il nostro parlamento sta aspramente discutendo sulla proposta di legge relativa all'estensione dei diritti delle coppie sposate a quelle di fatto, fa piacere sperare che da Udine arrivi, spinta dal vento, la storia (ambientata in quella che noi pensiamo l'arretrata Cina) relativa alla vita della ballerina e coreografa Jin Xing, sposata e madrea adottiva di due figli, nonostante fino al 1996 fosse un colonnello dell'esercito cinese, e per di più uomo.
Nato nel 1969 da genitori coreani, Jin Xing è già un famoso ballerino professionista nell'esercito cinese. A diciotto anni è già considerato una "stella" della danza cinese, tanto che diventa il primo artista nella storia cinese a ricevere una borsa per studiare danza moderna all'estero. Dopo essere ritornato in Cina e avere fondato la sua compagnia di balletto, nel 1995, decide definitivamente di cambiare sesso, diventando donna.
La cosa più straordinaria è che pur essendo un transessuale, Jin Xing è un vanto del governo cinese, in quanto artista di fama mondiale.
Pensate che in Italia una simile situazione sarebbe accettata con la stessa tranquillità da laici e cattolici?
E ancora, pensate che in un paese che fosse veramente così sessista e ostile alle donne, come noi pensiamo che la Cina sia, un uomo getterebbe all'aria i propri "privilegi" per diventare donna? Non penso proprio. Ed è la stessa Jin Xing, che in una recente intervista radiofonica, dichiara che la situazione della donna in Cina è una delle migliori al mondo, nonostante il divario tra mentalità cittadina e rurale sia ancora forte.
Pensiamo alla situazione delle donne, dei transessuali e a tutte le altre minoranze che in Italia ancora stentano a vedere riconosciuta loro parità, ma non pensiamoci solo oggi che si festeggia la Festa della Donna, pensiamoci giorno dopo giorno. Sono sicura che allora, alla fine, anche qui in Italia le donne potranno finalmente diventare "l'altra metà del cielo".
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