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Località: Torino, TO, Italy

Ho 35 anni e sono laureata in Lingua e Letteratura Cinese. Lavoro come buyer in un'azienda del settore automotive, ma non è sicuramente il sogno della mia vita. Se potessi non lavorare, vorrei potermi dedicare allo studio delle interrelazioni tra micro e macrocosmo, come facevano i "magi" rinascimentali. Dopo essermi laureata e assaporato per un anno il mondo del lavoro italiano, mi sono trasferita in Cina per un anno per studiare storia del'arte all'accademia di Hangzhou. Dal mio rientro in Italia, 6 anni fa, sto ancora cercando di reinserirmi nella società "civile" italiana, con scarsi risultati! Questo blog è il mio modo di condividere il mio animo e il mio modo di osservare la realtà con i miei lettori. Spero che anche per voi sia un percorso entusiasmante come lo è per me.

sabato, luglio 26, 2008

A volte ritornano

Tante cose mi sono successe in ques'ultimo periodo (cambio di lavoro, crisi dei trent'anni, allontanemanto temporaneo dal mondo delle arti marziali, operazione al ginocchio, ecc.) e solo pochi giorni fa ho realizzato che tutto quel trambusto e quel pensare a questi ultimi eventi mi ha tenuta lontana da un'attività che adoro: scrivere su questo blog.


Le olimpiadi sono vicine, ma mai come in questo momento i media mi sembrano lontani dal loro primario scopo, quello di comunicare alle persone e tramite ciò renderle migliori.

Qualche mese fa il disastroso terremoto che ha colpito il Sichuan ha ridotto in povertà milioni di persone e ha spezzato i legami familiari di molti. L'orrore è stato mostrato per giorni, per poi essere dimenticato, così com'era venuto: da nulla.


Circa novantamila sono state le vittime, tanto che il governo cinese ha concesso alla regione la possibilità di non seguire per qualche tempo "la regola del figlio unico", eppure quello che oggi tutti noi vediamo in TV sono o spot pubblicitari che ci ricordano appunto l'imminente evento olimpico, o notizie che parlano di possibili boicottaggi ai Giochi da parte di potenti nazioni occidentali. Nessuno ricorda più il dolore delle vittime del terremoto, nessuno mostra più le immagini di ciò che è rimasto.


Siamo davvero divenuti così cinici da pensare più al romano "panem et circenses" che ai sentimenti di chi ci circonda?
Ai posteri l'ardua sentenza.