Giappone, lo spirito nella forma
L'esposizione, che metterà in mostra oltre cinquanta opere dei Maestri calligrafi Ogawa Taizan e Imae Midori (potete trovare informazioni sui due maestri alla sezione "artisti" del sito http://esposizioni.yoshinryu.net/index.php), resterà aperta al pubblico fino al 23 novembre.
Visto che alla mostra saranno collegati anche workshop sia sulle tecniche di callligrafia, sia sulla cerimonia del tè, invito tutti voi a partecipare tramite l'iscrizione al sito della scuola di arti marziali Yoshinryu, che troverete all'interno di questa homepage.
Ve lo dico perché due anni fa ho partecipato ad un corso di caligrafia giapponese con la maestra Iraoka, sempre presso la Yoshinryu, e vi posso assicurare che è stata una delle esperienze migliori della mia vita.
La calligrafia, sia essa cinese o giapponese, è una disciplina molto antica che aiuta il praticante ad immergersi completamente in contemplazione, tanto da arrivare al punto di esprimere se stesso sulla carta. La maestra era solita dirci a lezione di non avere paura di tirare fuori ciò che avevamo dentro, pena una realizzazione dell'opera stentata e poco significativa.Quello di creare una calligrafia è un processo decisamente simile a quello che porta alla creazione di un dipinto.
La calligrafia condivide infatti con la pittura l'utilizzo degli stessi strumenti, quelli che gli antichi maestri cinesi denominarono "i quattro tesori dello studio": pennello, inchiostro, carta e pietra.
In realtà gli stumenti utilizzati nella calligrafia comprendono anche: l'appogia pennelli, il porta-pennelli, il contenitore per l'inchiostro, l'asticella per tenere fermo il foglio il sigillo e la scatola della ceralacca. Qui a fianco una foto dell'intero set "in miniatura", quelli che generalmente si tengono in casa come soprammobili, visto che gli strumenti veri sono di tutt'altra taglia.
Comunque, ritornando a parlare di argomenti più seri, in passato i calligrafi erano considerati grandi personalità a corte, non solo per il loro talento, ma anche perché un tempo, la calligrafia era una delle arti necessarie, insieme alla poesia e alla musica, per divenire un perfetto letterato (wenren, in cinese). Non dimentichiamo che fino a quando è rimasto in vigore il regime imperiale(1911), le più alte cariche dello stato cinese venivano assegnate tramite un esame, al quale potevano accedere solo coloro che dimostravano una profonda conoscenza delle lettere e delle arti.
La raffinatezza della calligafia, come anche della pittura cinese, non è data solamente dal livello culturale dei suoi portavoce, ma anche ddal fatto che la maggior parte delle opere calligrafiche a noi pervenute (tramite copie di maestri posteriori) è realizzata con inchiostro su seta, anche se anche la carta è stata è stata spesso utilizzata come supporto.
Negli ultimi decenni, forse per una volontà da parte del governo centrale di porre la politica al di sopra di tutto, l'arte calligrafica e altre arti sono state un po' accantonate, tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, sembra che ci sia stato un progressivo riavvicinamento dei giovani cinesi, ma anche stranieri, all'arte calligrafica. Posso testimoniarlo in prima persona, visto che la mia compagna di camera giapponese, come molti altri sudenti dell'Istituto di Belle Arti di Hangzhou, si stavano dedicando all'apprendimento di questa meravigliosa arte.
Chiudo con una piccola curiosità che, chi di voi ha visto il film Hero di Zhang Yimou saprà già: un buon praticante dell'arte della spada è anche un talentuoso calligrafo, ma non è detto che sia necessariamente vero anche il contrario.

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